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Durante il processo per il crollo del ponte Morandi, uno degli imputati ha preso la parola per difendersi, precisando che i controlli effettuati sul viadotto Polcevera tra il 2009 e il 2012 erano ispezioni a campione e non evidenziarono difetti gravi.
L’imputato è intervenuto mentre deponeva un suo sottoposto, che aveva effettuato oltre 400 relazioni in tredici anni, segnalando cavi ammalorati e infiltrazioni nei cassoni del ponte.
L’intervento dell’imputato mirava a contestare l’ipotesi dell’accusa secondo cui i controlli sul Morandi erano stati condotti con superficialità. Il processo riprenderà il 2 maggio, con la testimonianza di Maurizio Morandi, figlio dell’ingegnere progettista del ponte.
