“Gli avvocati non sono né giocolieri da circo, né conferenzieri da salotto: la giustizia è una cosa seria.”
(Piero Calamandrei)
L’obiettivo perseguito nello svolgimento della professione, nell’esperienza maturata in oltre trent’anni di attività, è quello non solo di assicurare al proprio assistito la migliore difesa tecnica possibile, ma di farsi tramite della sua prospettiva umana, con libertà e indipendenza, senza vincoli diversi dal mandato difensivo.
Formazione, esperienza e impegno professionale dell’Avv. Stefania Mannino
Dopo la maturità classica, conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale "Marco Minghetti" di Bologna, con la votazione di 60/60, l’Avv. Stefania Mannino si è laureata in Giurisprudenza presso l'”Alma Mater Studiorum” di Bologna, con la votazione di 110/110 e Lode .
Iscritta dal 1993 all'Albo degli Avvocati dell’Ordine Forense di Bologna e dal 2005 all’Albo speciale degli Avvocati per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, ha privilegiato l’ambito penalistico, svolgendo il ministero di difensore in processi di rilievo nazionale.
Già cultore della materia, presso le cattedre di Diritto processuale civile all'Università degli Studi di Bologna con il prof. Angelo Bonsignori e di Diritto Processuale Generale con il Prof. Gianfranco Ricci, coltiva attività di studio e docenza anche in collaborazione con scuole ed enti di formazione legale.
Assiste primarie società nazionali, enti e cooperative sociali.
Eletta membro del direttivo della Camera Penale di Bologna è attualmente corresponsabile dell’Osservatorio rapporti con la Magistratura e Uffici Giudiziari.


Libertà e indipendenza. L’uomo al centro del diritto.
Da oltre trent’anni l’Avv. Stefania Mannino esercita con perseveranza e rigore la professione forense, scegliendo di porre la persona al centro del proprio impegno quotidiano.
Ogni procedimento viene affrontato con la consapevolezza della necessità di un costante studio e approfondimento, nessuna vicenda giudiziaria è facile e scontata. “Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile, prendilo come segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere” (Karl Popper).
