
Formazione avvocati sul tema della violenza di genere: secondo appuntamento
Nel maggio 2021 una ragazza di 18 anni, portatrice di un deficit cognitivo congenito, fu vittima di violenza sessuale da parte di un giovane conosciuto sui social. Immobilizzata e terrorizzata, la vittima subì palpeggiamenti, fu denudata e costretta a un rapporto sessuale. Dopo giorni di trauma, confidò l’accaduto alla madre e a un compagno di scuola, presentando denuncia.
L’imputato, oggi ventiquattrenne, ammise il rapporto ma sostenne di aver creduto al consenso della vittima. Le accuse includevano violenza sessuale aggravata dalle condizioni di inferiorità psichica della ragazza e dalla sua temporanea incapacità di reagire.
Tre anni dopo, durante l’udienza preliminare a Bologna, entrambe le parti hanno scelto di ricorrere alla giustizia riparativa, strumento introdotto dalla riforma Cartabia che permette una mediazione extra-tribunale per tentare di “riparare” il danno subito dalla vittima, con possibilità di riduzione della pena per l’imputato se il percorso ha esito positivo.
Tuttavia, Bologna non dispone attualmente di enti o strutture operative per questo tipo di mediazione. Il giudice ha quindi rinviato il processo a fine maggio, sperando che la situazione cambi e il percorso diventi disponibile.
L’avvocato della vittima sottolinea che la ragazza è ancora sotto choc e segue un percorso psicoterapeutico, ma è disposta a mettersi alle spalle quanto accaduto cercando giustizia senza accanimento contro l’imputato.
